Rilancio della filosofia politica e nuovo accesso ai principi

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Con la filosofia politica si opera il passaggio dal ‘piccolo mondo’ dell’io al ‘grande mondo’ della società, verso la società aperta della famiglia umana. Possenti sulla scia di diagnosi attive dagli anni ‘50 del Novecento (Arendt, Maritain, Strauss, Simon, Voegelin), ritiene che la filosofia politica vada riportata al suo compito primario di pensare la ‘buona società’, lottando contro la crisi concettuale che procede all’ingrosso da Weber e dall’attacco al diritto naturale. Molte voci si sono levate per indicare la decomposizione della Scienza politica provocata dal positivismo, storicismo, comportamentismo. Possenti ne ha intrapreso una riteorizzazione attraverso una ripresa di consapevolezza dei principi, sviluppando un dialogo con la scuola liberale e illuminista, e individuando nella involuzione relativistica di settori della cultura occidentale un importante rischio per le basi stesse della democrazia, nella ricerca di una nuova coniugazione di giustizia e libertà. In questa prospettiva ha trattato temi del pensiero politico, fortemente dibattuti dovunque (bene comune, popolo e società politica, legge naturale e diritti umani, paradigmi della democrazia), cercando di riscattarli dalla corruzione e/o banalizzazione in cui sono caduti. In particolare è stata condotta una critica a Kelsen, alla sua concezione relativistica dei valori e della democrazia, al suo intento di dissolvere l’idea di ragion pratica, tolta la quale l’ambito della prassi precipita nell’irrazionalismo e tutto è affidato al volere. Contro Kelsen e Rorty l’A. sostiene l’importanza della filosofia e dell’antropologia per la democrazia, sulla base dell'idea che la costruzione del cosmo umano è compito della ragion pratica. Le società occidentali hanno bisogno di principi e valori (dignità della persona, diritti e doveri dell’uomo, uguaglianza, libertà, legge), attorno a cui costruire un consenso morale. Insufficiente risulta una sfera pubblica moralmente neutrale, consegnata al binomio ‘diritto positivo e morale procedurale’, che riduce il diritto e il giusto a quanto stabilito dalle leggi positive, e l’etica a regole di equa procedura. Questi problemi, tipici delle "società liberali" dell’Occidente, suggeriscono un allargamento della filosofia pubblica che vada oltre i pur significativi nuclei costituiti da note teorie della giustizia e della società aperta. La rinascita della filosofia politica avviene riprendendo competenza sui suoi problemi, tra cui massimo è quello della pace: la pace necessaria che non c’è e la guerra inammissibile che c’è. Occorre disarmare la ragione armata, e intendere secondo un’analisi di struttura che le guerre nascono dalla condizione anarchica dei rapporti internazionali. Ciò suggerisce che vada cercata un’organizzazione politica del mondo oltre la sovranità degli Stati- nazione verso un’autorità politica mondiale o ‘cosmopolitica’, di cui l’ONU è lontana immagine.

Opere: La buona società. Sulla ricostruzione della filosofia politica (1983), Le società liberali al bivio. Lineamenti di filosofia della società (1991), Frontiere della pace (1973), saggi sul personalismo, la pace, l’idea cosmopolitica in Kant e Maritain

Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Gennaio 2010 14:54